Stadio Flaminio. “Raggi responsabile di una stasi che ne sta favorendo il degrado”

Lo stadio Flaminio, nonostante promesse e annunci di ogni tipo, è ormai avvolto da una vegetazione fittissima. Lo sfacelo è ormai a un passo, e tra poco non ci sarà molto da recuperare dell’iconica struttura di Pier Luigi Nervi: per questo il Codacons, da sempre attento alle vicende dell’impianto, ha deciso di presentare in Procura un esposto penale per distruzione di beni artistici e monumentali nei confronti della sindaca Virginia Raggi, “responsabile di una stasi e un’inazione che – mese dopo mese – stanno favorendo attivamente il degrado dello stadio e dell’area circostante”. E’ quanto si legge in una nota del Codacons secondo cui “la sindaca ha abbandonato l’opera, come tante parti della città, al suo destino”.

Non c’è da stupirsi, perciò, se altri anni sono passati senza soluzioni e senza idee, nonostante le caratteristiche moderne – e perfettamente adattabili al mondo di oggi – della struttura. Questa, infatti, avrebbe la capienza e la dimensione adatte per un restyling radicale e un ritorno agli antichi fasti: ma perché questo accada servono appunto amministratori in grado di avviare nuove sinergie e percorsi di valorizzazione, decisi a contrastare un destino che altrimenti sembra segnato. Insomma: tutto quello che purtroppo non è avvenuto con la sindaca in carica e l’attuale giunta.

Attraverso l’esposto, il Codacons torna quindi con forza a denunciare il caso dello stadio Flaminio e a richiedere soluzioni urgenti per evitare la distruzione e la perdita completa di un’opera che è stata e rimane cara a tanti cittadini romani, del quartiere e non solo. Non c’è tempo da perdere: senza proposte e senza visioni dell’impianto a breve rimarrà solo il ricordo.

Il Codacons rivolge un plauso a Simonetta Matone, candidata a vicesindaco per il centrodestra, che ha denunciato – come fatto stamane dall’Associazione, che ha deciso di presentare in Procura un esposto penale per distruzione di beni artistici e monumentali nei confronti della sindaca Virginia Raggi – la tragica condizione in cui versa lo Stadio Flaminio.

Le domande sono proprio queste: chi ha deciso che il Flaminio deve morire? Ora che interessamenti espliciti sono arrivati anche a mezzo stampa, perché mai non è possibile cogliere un’occasione storica per il Quartiere Flaminio, da troppi anni secondario e periferico nelle scelte strategiche del Comune di Roma? E chi è disposto a darsi da fare per invertire la tendenza, mettendosi in gioco per restituire lo Stadio delle Olimpiadi alla città e ai romani?

Le risposte arriveranno comunque: se non accadrà nulla, l’opera di Nervi si trasformerà definitivamente in quel monumento all’incuria e al degrado che, in gran parte, ricorda già oggi. Altrimenti, se le energie migliori della Capitale riusciranno a mobilitarsi per tempo, dal Flaminio arriverà un segnale di rinnovamento: per il quartiere e la città tutta.