Scuola: la protesta continua. Gli studenti vogliono tornare sui banchi

Fanno lezione all’aperto, davanti ai plessi scolastici ancora chiusi. A Roma e nel Lazio la protesta degli alunni delle scuole superiori è esemplare.

Seduti come in aula, pronti ad un’ora di italiano o di matematica. Chiedono di rientrare in classe, di non perdere altro tempo. Basta con la Dad.

“Vogliamo la scuola in presenza” è la loro voce comune.

Sono stati centinaia stamattina i ragazzi che davanti alle scuole hanno rivendicato con un collettivo generale il proprio diritto alla scuola.

Tanti gli striscioni esposti, in attesa, domani, della mobilitazione più pesante, quella prevista alle ore 9.

La riapertura è stata fissata per il 18 gennaio, oggi solo in tre regioni i plessi scolastici hanno riaperto le porte, al 50% della presenza, ovvero Toscana, Abruzzo e Valle d’Aosta.

La replica agli studenti arriva dal Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina che, intervenuta a Rai Radio 1 ha detto: “E’ difficile per gli studenti comprendere perché non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazione: la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”.

“Sono molto preoccupata – ha aggiunto -, oggi la dad non può più funzionare, c’è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati ed sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”.

Intanto, tante altre proteste di attendono in questa settimana; gli studenti vogliono tornare in classe.