Scuola. Da Monteverde parte la rivolta. Diffidata la Raggi

Una diffida al Comune di Roma affinché intervenga con urgenza per mettere in sicurezza e rendere di nuovo agibile la scuola materna Girolami (plesso dell’istituto comprensivo Margherita Hack) nel quartiere Monteverde di Roma.

In data 3 aprile 2019 il crollo di un soffitto dell’istituto portava alla chiusura dell’intera struttura e a dislocare i 700 alunni che la frequentavano presso altre scuole – spiega il Codacons –. Nonostante l’elevato numero di famiglie coinvolte a distanza di un anno e mezzo dal crollo non sono ancora stati effettuati i lavori di messa in sicurezza degli edifici né sono stati adottati i necessari provvedimenti di progettazione ed affidamento dei lavori: con la ripresa dell’anno scolastico, quindi, gli studenti dovranno ancora essere ospitati da altre scuole e non potranno tornare nelle aule del proprio istituto.

Tale situazione comporta disagi e danni a carico degli alunni che non possono rientrare nelle aule e partecipare alla didattica con normalità e regolarità e delle famiglie, con i genitori costretti ad accompagnare i figli presso scuole lontane rispetto al proprio domicilio.

“La competenza in materia di edilizia scolastica relativa alle scuole di grado inferiore spetta, ai sensi del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione (Dl.gs. 297/94) all’Amministrazione Comunale, ed appare gravissimo che il Comune di Roma non si sia ancora adoperato per mettere in sicurezza la scuola Girolami e restituirla agli studenti”, si legge in una nota dell’Associazione.

Per tale motivo il Codacons ha diffidato il Comune di Roma, in persona del Sindaco, ad adottare tutti i provvedimenti necessari al fine di adempiere ai propri obblighi di manutenzione e garanzia della sicurezza negli edifici scolastici e, in particolare, a concludere il procedimento di progettazione degli interventi di messa in sicurezza del plesso scolastico Girolami entro e non oltre il termine di 30 giorni con l’avvertimento che, in assenza di interventi, si ricorrerà al Tar del Lazio chiedendo la nomina di un Commissario ad acta che si sostituisca all’amministrazione.