Roma all’esame di maturità. Congestri: “Champions? Ci credo. Contro la Juve troppe assenze”

Dimenticare Torino e pensare l’Udinese. Dopo il k.o. esterno contro la Juventus, in casa Roma si guarda alla sfida casalinga contro i friulani, tra equilibri interni, per certi versi ancora da definire, e la possibilità di recuperare qualche tassello. Con Andrea Congestri, esperto del mondo Roma e da tempo referente dell’universo giallorosso per RomaPolitica.it, parliamo della situazione a Trigoria. Ecco cosa ci ha detto.

Come esce la Roma dalla sconfitta contro la Juventus?

“Diciamo mi sarebbe piaciuto vedere una Roma al completo, con tutti i suoi calciatori più importanti; sfortunatamente spesso quest’anno ci si affaccia a match di cartello con molte defezioni, che per una squadra come la Roma sono penalizzanti vista la ristrettezza della rosa. Credo lo spogliatoio abbia già digerito la sconfitta e non sembra l’abbiano presa troppo male, per cui mi aspetto una pronta reazione domenica con l’Udinese”.

Quella precedente alla partita contro i bianconeri era stata una settimana importante per i giallorossi, con il riavvicinamento tra Dzeko e Fonseca e gli arrivi di El Shaarawy e Reynolds. Pensi che queste dinamiche tutte insieme abbiano influito sul rendimento a Torino?

“Mi ripeto: non credo a queste cose, credo ci sia molta speculazione giornalistica a riguardo. A Roma la stampa ama romanzare un po’ tutto. Dal punto di vista del gioco, la squadra giallorossa ha fatto bene, si è imposta in casa della Juventus che può contare sicuramente su tantissimi campioni in rosa, più di noi che comunque eravamo con molte assenze di rilievo, basti ricordare Smalling, Pellegrini, Pedro, El Shaarawy – ancora non pronto -, lo stesso Zaniolo, fuori da settembre per un crociato. Certi giocatori non si possono regalare a nessuno, figuriamoci alla Juventus”.

Prima la bagarre tra Dzeko e Fonseca, poi le voci sul possibile arrivo di Allegri. Secondo te la Roma continuerà con il suo attuale tecnico oppure, a fine stagione, ci sarà un cambio?

“Bella domanda… Mi verrebbe da dire ‘dipende dalla qualificazione Champions’; ricordiamo che il rinnovo verrebbe automaticamente in caso di quarto posto o vittoria dell’Europa League che darebbe accesso diretto alla Coppa dalle grandi orecchie. Diciamo che siamo su un 50 e 50. Personalmente, senza qualificazione credo che l’allenatore cambierà; sul fatto che sia Allegri dobbiamo riportare all’attenzione le parole del suo procuratore, Branchini, che settimana scorsa ha smentito contatti con la Roma. Poi anche li si sa, gli agenti alcune volte bluffano, ma bisogna comunque prenderne atto. Qualche giornalista ha scritto di un De Zerbi come prima scelta nel caso in cui non venga rinnovata la fiducia a Fonseca, io, personalmente, da quello che so, sento di escluderlo a priori. I nuovi proprietari per un eventuale – speriamo di no – post Fonseca non si presenterebbero con allenatori con nessuna esperienza in grandi piazze, so che proverebbero sicuramente qualcosa di più consolidato e il nome di Allegri, come quello di un Sarri, personalmente li terrei sempre più in considerazione, nonostante le smentite ufficiali. Siamo a Febbraio, è comunque ancora troppo presto per parlare di questo: aspettiamo l’evolversi del campionato e aggiorniamoci tra 2 o 3 mesi quando la situazione sarà più chiara sulla piega che prenderà la stagione della Roma”.

Quota 40 punti: la Lazio ha raggiunto la Roma. Questo fattore, la vicinanza in classifica tra i due Club, quanto peserà da qui in avanti in termini di nervi?

“Sinceramente credo sia una rincorsa punto a punto, dove anche un pareggio sbagliato potrà fare la differenza; poi, non scordiamoci che ci saranno le partite di Coppa anche a togliere energie, oggi la Lazio è in grande spolvero e vanta uno score di 6 vittorie consecutive che l’ha portata a pari punti con la Roma ma va anche detto che il calendario già domenica la mette di fronte all’Inter di Antonio Conte e non sarà sicuramente una passeggiata, per cui rispetto per tutti paura di nessuno: credo la Roma, facendo il suo con le medio piccole – come fatto fin’ora – e magari cominciando a prendersi qualche soddisfazione in qualche scontro diretto, possa riuscire nell’impresa di prendersi questo quarto posto. Sicuramente sarà difficile ma ci credo e non prevedo cali di nervi: fino all’ultima giornata ce la giocheremo”.