Monopattini abbandonati bloccano la fermata del bus. E’ accaduto a via dei Prefetti

Una fermata dei bus Atac resa inagibile dai monopattini in sharing abbandonati sul marciapiede e che impediscono la salita e la discesa dei passeggeri. Succede in pieno centro a Roma, dove oggi in via dei Prefetti una decina di monopattini elettrici gettati a terra hanno paralizzato il servizio di trasporto pubblico e creato disagi a utenti Atac e pedoni.
Lo denuncia il Codacons, che pubblica oggi un video “choc” (VIDEO VISIBILE AL LINK https://www.youtube.com/watch?v=EEp6iUXrp0M) e presenta un esposto alla Procura della Repubblica per i possibili reati di blocco stradale, attentato alla sicurezza dei trasporti e interruzione di pubblico servizio.

“Si tratta dell’ennesimo esempio di degrado capitale e di anarchia urbana, uno spettacolo vergognoso per la capitale d’Italia che evidenzia l’incuria della città e danneggia i cittadini – spiega il presidente Carlo Rienzi – La distesa di monopattini elettrici abbandonati sul marciapiede, che non è certo un fenomeno nuovo a Roma, non solo impedisce il passaggio dei pedoni, ma blocca un servizio pubblico come quello dell’Atac, non consentendo ai cittadini di salire e scendere dal bus, risultando la fermata invasa dai monopattini lasciati a terra”.

“Non solo. La presenza di tali mezzi di locomozione mette a rischio l’incolumità di non vedenti e disabili che attraversano via dei Prefetti e che potrebbero subire rovinose cadute e danni fisici scontrandosi con i monopattini abbandonati sul marciapiede – aggiunge Rienzi – Per tali motivi presentiamo oggi un esposto alla Procura di Roma, chiedendo di aprire una indagine nei confronti del Comune di Roma, della società di sharing che gestisce il servizio di noleggio dei monopattini e dei conducenti che hanno abbandonati i mezzi in modo selvaggio (individuabili attraverso le telecamere installate in zona e i dati raccolti dal gestore dei mezzi) per i reati di blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e attentato alla sicurezza dei trasporti”.