Comune di Roma e Ufficio condoni denunciati alla Corte dei Conti. 180mila le richieste da definire

Il Comune di Roma e il suo “Ufficio condoni” finiscono denunciati alla Corte dei Conti. A presentare l’esposto il Codacons, che chiama in causa i pesanti ritardi nella definizione delle pratiche di condono presentate dai cittadini, ritardi che, oltre ad impedire agli utenti romani di accedere all’Ecobonus al 110%, danneggiano le casse dello stesso Comune.

Ad oggi le richieste presentate dai cittadini e ancora da definire ammonterebbero a circa 180 mila – denuncia il Codacons –. Calcolando gli anni dalla partenza delle sanatorie (il primo condono è del 1985), significa che ad oggi sono state esaminate solo la metà delle richieste, con un notevole danno economico per le casse del Campidoglio, perché la conclusione degli arretrati porterebbe nelle casse del Comune oltre un miliardo di euro.

“E’ d’obbligo evidenziare che i ritardi sulla definizione delle pratiche presentate non solo costituiscono ingiustificati e illegittimi ritardi qualificabili – a nostro giudizio – come condotte omissive penalmente rilevanti, ma siffatta situazione ben potrebbe integrare fattispecie rilevanti anche dal punto di vista erariale ed in particolare un danno erariale in termini di cattiva gestione del territorio funzionale allo sviluppo economico, all’uso e trasformazione dell’abitato e di minori introito per le casse dello Stato derivanti da una valutazione tardiva della pratica di condono o di sanatoria edilizia – scrive il Codacons nell’esposto alla Corte dei Conti – In definitiva riteniamo dunque fondamentale l’accertamento delle responsabilità sia sotto il profilo penale che quello contabile poiché tale situazione di stallo, come è evidente, crea una danno non solo nei confronti del singolo cittadino ma anche verso l’erario in termini di minore gettito derivante dalla mancata definizione della pratica e ciò anche alla luce degli attuali incentivi predisposti in tema di sostenibilità economica – Ecobonus, Sismabonus e Superbonus 110% – il cui accesso è impedito in pendenza della definizione della domanda di sanatoria/condono presentata”.

Il Codacons ha dunque chiesto alla magistratura contabile di accertare l’operato dell’amministrazione comunale ai fini del possibile danno erariale, e mette a disposizione dei cittadini un pool di legali ed esperti che avvierà le dovute procedure negli uffici comunali per ottenere la rapida definizione delle pratiche.