Casa Del Cinema: gli zombi di Bertrand Bonello

Si inaugura lunedì 17 gennaio alle ore 20 nella sala Deluxe di Casa del Cinema con l’anteprima del film di Bertrand Bonello, Zombi Child, la rassegna Sala Europa, iniziativa realizzata con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e l’impegno diretto delle istituzioni di Francia (Institut français), Germania (Goethe Institut), Spagna (Istituto Cervantes).

Alla presenza degli ambasciatori di Francia, Christian Masset, di Germania, Viktor Elbling, e di Spagna, Alfonso Dastis Quecedo, prende così il via un’avventura ideata dal giornalista e saggista Carlo Troilo e destinata ad offrire al pubblico per 12 settimane altrettanti appuntamenti con il miglior cinema di tre paesi europei fortemente impegnati nella promozione di un’unica cultura europea, resa più ricca proprio dalle sue diversità.

Ad aprire la serata, insieme all’assessore alla Cultura di Roma, Miguel Gotor, sarà Emma Bonino, da sempre impegnata nelle battaglie per un’ideale comunitario, mentre sarà l’ambasciatore di Francia, dal 1° gennaio presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea, a fare gli onori di casa per un’iniziativa che proporrà opere recenti e capolavori storici in versione originale con sottotitoli italiani, tutti messi a disposizione dalle istituzioni culturali delle tre nazioni promotrici. Per tutto il mese di gennaio, ogni lunedì con ingresso a titolo gratuito, sarà di scena il cinema francese, mentre gli appuntamenti successivi saranno dedicati alla cinematografia tedesca e spagnola.

Crediamo profondamente nel valore simbolico  di ‘Sala Europa’ – dice il direttore della Casa del Cinema, Giorgio Gosetti – e siamo convinti che essa potrà avere un futuro stabile, coinvolgendo di volta in volta, le altre cinematografie dell’Unione e le voci più originali della cultura europea”. 

“A Roma vivono oltre 40mila cittadini europei – osserva Carlo Troilo –, ci sono le ambasciate e gli istituti di cultura, più di 200mila studenti universitari e almeno altrettanti romani (non solo giovani) che praticano le lingue e si rispecchiano in un’idea comune delle culture europee. Gli uni e gli altri vorrebbero poter vedere i film stranieri in lingua originale e questa esigenza, sostenuta dall’impegno dei diversi istituti di cultura, adesso trova una casa comune”.

Zombi Child, presentato nel 2019 al Festival di Cannes, è uno di quei film – scrive la critica – che spostano radicalmente l’idea occidentale della storia, l’immagine che l’Occidente ha di sé, che mettono il margine e la periferia al centro del loro racconto. Un racconto fluttuante e carnale che esplora scrupolosamente la genealogia e la dimensione eminentemente cinematografica degli zombie. Nelle storie intrecciate dello schiavo haitiano Clairvius Narcisse, divenuto zombie nel 1961 per un rito voodoo ordinato da un fratello geloso e dalla sua nipote adolescente Melissa, allevata a Parigi negli anni 2000 all’ombra delle scuole d’élite di Parigi, si specchia la storia di un Occidente che professa “libertà, eguaglianza, fraternità” ma porta su di sé le cicatrici di un’epoca coloniale impossibile da rimuovere. Con le armi di un cinema seduttivo, narrato a tempo di rap ed elegantemente costruito come una favola adolescenziale al femminile, il film di Bonello è anche un formidabile esercizio di memoria cinefila che riannoda il mito dello zombie con i suoi cantori, dal capostipite L’isola degli zombies con Bela Lugosi (1932) ai capolavori di Tourneur, Romero, fino a Jim Jarmusch.