Calenda propone “Er Museone”. Codacons: “Non si realizzerà mai”

Nella foto Carlo Calenda. Immagine wikimedia con licenza creative commons

“In una campagna elettorale che già si segnala per la pochezza e la ripetitività dei contenuti, spicca per assurdità la proposta di Carlo Calenda di realizzare un Grande Museo di Roma, un unico spazio espositivo dove concentrare le collezioni oggi divise in più ambienti. Inutile spiegare a Calenda, più a suo agio nel mondo della fantasia che in quello della realtà, che smantellare e riorganizzare alla bell’e meglio musei di competenza dello Stato, del Comune e di altre istituzioni pubbliche e private è impossibile (e per fortuna). Senza dire che ragioni storiche, filosofiche, culturali, logistiche, legali, ma soprattutto di opportunità e buon senso si oppongono a quanto proposto: e, per capire quanto bislacca sia la soluzione immaginata dal candidato, basta scorrere la lista delle personalità del mondo della cultura che hanno stroncato l’idea del ‘peggior ministro della storia della Repubblica italiana’. Un signore che ha navigato da un incarico all’altro fin dalla tenera età, ma che non ha evidentemente imparato molto sulle logiche di base dell’amministrazione pubblica”. A scriverlo in una nota è il Codacons.

“L’idea di un museo enorme, pieno zeppo di opere, busti, statue, frammenti, reperti in bronzo, marmo, iscrizioni, monete, dipinti, oggetti d’uso, de ‘Er Museone’ con chilometri e chilometri di archeologia concentrata, virtualmente invisitabile per i turisti – che rimarrebbero forse per giorni prigionieri di una simile struttura, e settimane in fila per accedervi – non si realizzerà, ovviamente, mai: e va bene così. Rimarrà, però, come un monumento al trattamento che la cultura ha ricevuto negli ultimi anni nel nostro Paese e nella città di Roma – chiude il Codacons -: ignorata, vituperata da mattina a sera, o – quando anche se ne parla – mortificata da progetti impossibili e inutili”.