Arriva Draghi ma… Lo vuole solo il Pd?

Mario Draghi, immagine con licenza creative commons

Una chiacchierata di un’ora tra Mattarella e Draghi e quest’ultimo ha accettato con riserva l’incarico di formare il nuovo Governo.Un Governo che risente ancora oggi di una spaccatura evidente che sembra moltiplicata davanti al nome dell’ex guida della Bce.Mario Draghi unisce, sì, ma pare solo il Partito democratico che per bocca di Zingaretti e di Franceschini ha a più riprese dato il suo sostegno alla creazione di un nuovo Esecutivo guidato proprio da Draghi.

L’opposizione è ampia perché la realizzazione di un Governo tecnico, con memoria alla storia recente, non fa felici molte delle forze politiche in gioco. In primis il Movimento 5 Stelle, come ribadito da Crimi e da Di Battista. Gli appelli del Pd agli ex alleati del governo rosso-giallo non convincono i pentastellati che difficilmente voteranno la fiducia.

Il Centrodestra vuole “ascoltare e capire”, come ha detto Salvini, anche se a più voci i partiti della coalizione hanno energicamente manifestato la propria posizione: andare al voto, elezioni subito!

E mentre Draghi fa appello alla responsabilità comune dei partiti davanti ad una situazione, quella italiana, che pare difficile da affrontare, e per il quadro economico generale e per quello sanitario, pare che a regnare sia un clima di totale incertezza.

Gli unici a sorridere al nome di Draghi sono i mercati, con la Borsa di Milano in forte rialzo e lo Spread in calo.

Ma la politica, così come il Governo del Paese, non passano solo dai conti, o, per certi versi, passano solo da quelli. Allo stato attuale, infatti, nessun partito ha i numeri per governare da solo…

Allora perché ipotizzare un Governo tecnico, quando di larghe intese non sembrerebbe esserci l’ombra? Perché auspicare un negoziato quando sembra mancare la voglia di raggiungere un punto di incontro?