Allarme multe. Piso: “Ormai servono per far quadrare i bilanci degli enti locali”

“E io pago”, diceva il barone Antonio Peletti, interpretato da Totò, in “47 morto che parla”, palesemente deluso dal testamento lasciato dal padre. Quella esclamazione, diventata un must anche nel mondo della comunicazione pubblicitaria, è oggi una delle più ripetute dagli automobilisti romani a seguito dell’aumento delle sanzioni registrato negli ultimi anni. Una crescita fermata, parzialmente, dalla pandemia e ripresa a pieno ritmo a ridosso del Covid-19 con nuovi scenari, tutti a carico del cittadino. A spiegare cosa è accaduto è Vincenzo Piso, uno che di trasporti se ne intende, con un’esperienza di oltre vent’anni in questo settore, prima al Comune di Roma e poi alla Camera dei Deputati. 

Possiamo dire che le multe siano diventate ormai un vero e proprio incubo per i romani? 

“Direi di sì. Un mezzo che doveva servire a sanzionare i trasgressori del Codice della Strada che mettevano in pericolo la propria ed altrui vita oppure rendevano più difficoltoso, intralciandolo, il traffico, è divenuto di fatto un sistema per far quadrare i bilanci degli enti locali. Un vero e proprio sistema vessatorio legalizzato con multe e more relative, spesso di proporzioni inaudite, che uccidono finanziariamente il trasgressore”

Qualche cifra sulla situazione delle multe nelle città italiane? 

“Nel 2019 le sanzioni stradali hanno permesso agli enti locali di incassare oltre un miliardo e mezzo, con Roma al secondo posto dopo Milano con circa 150 milioni. E questo senza contare quelle amministrative che pesano per circa un altro 10%”

In termini pratici, quanto pesano le multe su ogni cittadino?

“E come se ogni romano pagasse in media oltre 50 euro di multe l’anno. Insomma, una bella forma di ‘tassazione indiretta’”

Veniamo all’uso che viene fatto di questi soldi: come vengono impiegati i proventi delle multe?

“Questo è l’altro grande equivoco. Inizialmente, queste risorse dovevano essere investite nel miglioramento delle condizioni stradali ed infrastrutturali, soprattutto in relazione alla sicurezza, invece oramai è acclarato un uso ‘generalista’. Insomma, i proventi dalle multe vanno dove servono”

Come è cambiato l’andamento delle multe a ridosso del Covid-19?

“A causa pandemia e del lockdown, c’è stato un minore uso delle auto che ha portato ad una drastica riduzione delle multe e dei relativi introiti. Questa dinamica ha ‘costretto’ l’ANCI (l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) a chiedere ed ottenere dal Parlamento una serie di modifiche al Codice della Strada chiaramente finalizzate a permettere un recupero economico. Ad esempio, l’inserimento degli autovelox di quartiere con limiti di velocità assurdi, piuttosto che l’estensione della qualifica di pubblici ufficiali agli operatori ecologici. In Italia le amministrazioni pubbliche, piuttosto che essere di ausilio al cittadino dinanzi ad una vita sempre più complessa, oramai svolgono essenzialmente un ruolo sanzionatorio. Complici adempimenti burocratici sempre più complessi ed involuti, il cittadino viene aspettato dietro la prima violazione ed automaticamente fatto entrare in un girone infernale che, se non fermato per tempo, può divenire un vero e proprio rullo compressore capace di stritolarne la vita”.