Scuola. La Azzolina digitalizza le graduatorie ma… Per i sindacati il Dl Rilancio è un accanimento ai precari

Al via la nuova procedura, interamente digitalizzata, per la formazione delle graduatorie provinciali per l’assegnazione delle supplenze. I meccanismi in vigore ormai da quasi venti anni vanno dunque in pensione e lasciano spazio ad un nuovo sistema che prevede, stando a quanto indicato dal Ministro Azzolina, una più rapida assegnazione delle cattedre che restano vuote dopo le assunzioni in ruolo, a garanzia di un migliore avvio dell’ anno scolastico.

“Quella che sta partendo è una vera e propria rivoluzione – sottolinea la Ministra -, una modernizzazione del sistema che era doverosa e attesa. Rendiamo più efficiente la chiamata dei supplenti, garantendo una copertura più rapida delle cattedre che restano vacanti dopo le assunzioni. Un risultato che farà bene alla scuola e che consentirà agli insegnanti di avere in tempi certi un contratto, ma che soprattutto guarda al diritto dei nostri ragazzi ad avere quanto prima tutti i docenti in cattedra. Digitalizziamo, finalmente, graduatorie che ancora venivano aggiornate con moduli cartacei – prosegue – e stiamo facendo la stessa operazione anche per le immissioni in ruolo perché sul processo di digitalizzazione della PA, come Paese, siamo molto indietro”.

Intanto le organizzazioni sindacali sono in subbuglio… Secondo FLC CGIL, “in fase di conversione del Decreto Rilancio è stata inserita una norma che mette in discussione diritti fondamentali dei supplenti della scuola: in relazione all’emergenza COVID si parla della possibilità di attivare fino a 50 mila posti aggiuntivi di docenti e ATA con supplenze temporanee, lavoratori che però saranno licenziati senza diritto ad alcun indennizzo in caso di nuovo lockdown. Inoltre, l’emendamento che prevedeva la possibilità di una procedura semplificata per assumere i docenti specializzati su sostegno è stato bocciato, e questo significa che migliaia di cattedre di sostegno rimarranno scoperte per ancora 2 anni, il tempo previsto per l’espletamento del concorso ordinario”.

Insomma, la preoccupazione è che, al di là della digitalizzazione, i provvedimenti attuati fino ad ora possano “affossare la scuola e il diritto all’istruzione, anziché rilanciarli”.

“Avevamo chiesto di stabilizzare i precari entro settembre e invece nel Decreto Scuola le assunzioni sono state addirittura rinviate al prossimo anno – prosegue la nota della FLC CGIL -. Il concorso straordinario per i docenti con tre anni di insegnamento è stato complicato a tal punto che non può più essere definito straordinario. Per gli specializzati sul sostegno prima vengono presentati emendamenti di maggioranza per assumerli e poi gli stessi emendamenti vengono bocciati”

E ancora: “La linea politica del Ministero dell’Istruzione sembra dettata dalla Ragioneria dello Stato, tutto è fatto in modo da generare il massimo risparmio, senza riguardo per i diritti degli alunni e calpestando principi fondamentali di tutela del lavoro e della salute”.