Coronavirus, torna l’allarme. A Roma il contagio è di “importazione”. Preoccupa l’America Latina

Sono 24 i nuovi casi nel Lazio, 21 a Roma. Di questi, il 92% (22) è di importazione, riconducibile a voli aerei da Bangladesh (20), Brasile (1) e Filippine (1).

A Roma e nelle principali città italiane il problema principale viene identificato negli assembramenti, per lo più quelli dei giovani nella movida notturna, con locali pieni, file davanti agli ingressi e strade affollate in prossimità di bar e pub.

Numeri relativamente bassi quelli dell’Italia, seppur con una punta di crescita. A preoccupare l’Organizzazione mondiale della Sanità sono soprattutto i valori che vengono da altre zone del Pianeta.

13 milioni i casi di Coronavirus al mondo secondo l’Afp, con l’America Latina che ha superato Stati Uniti e Canada per numero di morti. Sarebbe arrivata a 144.758, a fronte dei 144.023 di Usa e Canada appunto e sarebbe ormai seconda solo al nostro vecchio continente, con 202.505 decessi.

Le ragioni di questo andamento le ha evidenziate il Direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus: “Troppi paesi vanno verso la direzione sbagliata”. Secondo il suo parere, pur riconoscendo il virus come nemico pubblico numero uno, molti Governi non attiverebbero misure adeguate per affrontarlo. “Non ci sarà un ritorno alla normalità nell’immediato”, ha spiegato, garantendo che nonostante ciò ci siano dei meccanismi che consentano di monitorare e controllare il virus con efficacia. Per ora questa è la strada da percorrere.