Scuola ICS La Giustiniana. Marilena Abbatepaolo: bene la didattica ma… Servono strutture!

La dottoressa Marilena Abbatepaolo è Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo Statale "La Giustiniana", via Giuseppe Silla 3, nel Municipio XV

La scuola, tra didattica a distanza, prospettive e questioni rimaste in sospeso. L’emergenza sanitaria che ci ha colpiti ha destabilizzato docenti, studenti e didattica ma non ha fermato la macchina formativa.

La didattica a distanza si è confermata in molti casi una risorsa preziosa da dover gestire al meglio, la disponibilità degli insegnanti e la voglia degli allievi hanno fatto il resto.

A confermarlo è Marilena Abbatepaolo, Dirigente Scolastico dell’ICS La Giustiniana, per molti più semplicemente la “scuola rosa” di via Silla. Come lei stessa ci ha confermato, in questo anno scolastico, se dal punto di vista della DaD tutto è andato a gonfie vele, sono rimaste in sospeso alcune questioni legate alle necessità strutturali dell’istituto e delle sue sedi. Ora la speranza è che si possa tornare a parlare di tutto… Anche di un progetto interessante con il Municipio XV, con il quale si sarebbe potuto regalare una nuova biblioteca a studenti e territorio…

Preside Abbatepaolo, un consuntivo al termine del suo primo anno come Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Scolastico “La Giustiniana”

“Provo ad essere breve, visto che siamo su internet e le letture lunghe risultano faticose. Direi che, a parte la situazione emergenziale nella quale ci siamo trovati, il mio consuntivo è molto positivo rispetto al personale, agli alunni e alle famiglie. Positivo perché ho trovato un ambiente di lavoro collaborativo, efficiente e serio. Ho trovato anche molta umanità e questo è un aspetto che apprezzo molto. Apprezzo la serietà nell’operare, la trasparenza e il rispetto dei ruoli, contemporaneamente abbinate all’onestà del cuore, diciamo così. Sono molto felice di essere con tutti voi. Nonostante tutto, abbiamo cercato di continuare ad essere la scuola del sorriso”

Come è stato l’impatto con una scuola della Capitale e quali problematiche ha dovuto affrontare?

“L’impatto è stato positivo. Ho sentito una bella accoglienza. Certamente posso dire che, rispetto alle piccole realtà territoriali, qui a Roma diventa più difficile garantire alcuni semplici diritti. Faccio un esempio, non mi sono mai ritrovata in una scuola senza una palestra coperta. Ritengo che sia un limite delle grandi città, dove le esigenze sono più numerose, essendoci più scuole e maggiori problematiche da affrontare. D’altra parte, l’ICS La Giustiniana viene da anni di reggenza e purtroppo non ha potuto accedere ai fondi PON. Me ne dispiace molto; sarebbero stati utili i FESR per garantire laboratori e quanto altro. Mi auguro che ci possa essere una collaborazione sempre proficua con l’Ente proprietario per superare i limiti che abbiamo rispetto alle strutture”

Il Covid-19 ha stravolto le abitudini di tutti noi. Come ha funzionato la didattica a distanza nel suo istituto?

“Io credo che sulla DaD si sia detto tanto ma spesso solo in negativo. Personalmente non sono d’accordo. Esistono sempre due facce di una medaglia e noi, come dice una mia maestra, dobbiamo fare di virus, virtus. Permettetemi questo bel gioco di parole. Abbiamo cercato così di sviluppare idee di didattica nuove e siamo riusciti a realizzare molto: mostre virtuali, visite di istruzione virtuali, progetti di legalità virtuali, programmi virtuali ideati dai ragazzi, musica di insieme. Addirittura, stiamo pubblicando un libro. Di questo devo essere grata ai docenti che non hanno mai abbandonato i bambini e mi hanno proposto ottime idee. Questo che abbiamo realizzato è ciò che credo la scuola debba fare sempre. Noi porteremo queste esperienze della DaD anche quando torneremo a scuola. Sapete perché? Ci siamo ritrovati con ragazzi che non avevano mai studiato prima e che con la DaD hanno recuperato. Questo significa che bisogna conoscere gli stili di apprendimento dei ragazzi e far leva su questo. Per noi è stata una bella soddisfazione.

Oltre 350 docenti delle scuole di Roma sono pronti a dare sostegno agli studenti, durante l’estate, per recuperare ciò che si è naturalmente perso negli ultimi mesi. L’ICS “La Giustiniana” ha in programma qualcosa?

“In verità, noi lo stiamo facendo da quando la DaD è partita. Avevamo progettato con il Collegio delle attività di studio assistito che ovviamente non sono partite a causa del Covid-19. Così ho chiesto ai docenti della Secondaria di I grado se per quei ragazzi in difficoltà volessimo fare qualcosa. Ovviamente ho spiegato che non era obbligatorio; ebbene, qualche giorno dopo la mia collaboratrice mi ha presentato un elenco di docenti che avevano dato disponibilità, docenti di sostegno ma anche docenti della classe. Devo sinceramente dire di essermi sentita fiera di loro. Così abbiamo previsto da subito una integrazione oraria pomeridiana per aiutare chi era in difficoltà con i compiti”

E’ notizia di qualche giorno fa: due maestre e una collaboratrice scolastica sono state imputate per omicidio colposo a seguito della morte di uno studente di 6 anni caduto nella tromba delle scale di una scuola a Milano l’ottobre scorso. Qual è la situazione “sicurezza” nella nostra scuola e quali i rapporti con il Comune di Roma per questa problematica?

“Questo è un tasto dolente. A parte che non abbiamo tutta la documentazione relativa alla sicurezza perché non è mai stata fornita per intero, poi ci sono diversi aspetti che vanno esaminati. La scuola secondaria di via Rocco Santoliquido necessita di una palestra coperta per lo svolgimento delle attività di scienze motorie, nonché di un vero e proprio intervento di ristrutturazione edilizia, a mio avviso. Inoltre, il Teatro di via Silla è inagibile perché quest’inverno ci pioveva dentro. Questo significa che dal prossimo anno non potrò fare collegi in presenza perché non ho aule sufficientemente grandi per riunire tutti i docenti rispettando le norme di sicurezza. Lo stesso vale per la situazione degli infissi dei plessi di via Rocco Santoliquido e di via Silla, se si deve rispettare quanto ho letto nel documento del CTS rispetto alle norme di sicurezza. Tra l’altro, abbiamo insufficienza di aule per la primaria di via Silla, dove gli iscritti sono numerosi e questo rende difficoltose le turnazioni. Abbiamo davvero diverse difficoltà sulle strutture e servirebbe un piano di intervento e collaborazione da parte dell’Ente proprietario. Per quanto riguarda via Iannicelli, visto l’aumento degli iscritti, ho predisposto che la biblioteca sia convertita in aula. In Puglia, dove sono stata anche Assessore, mi sono occupata delle biblioteche scolastiche e avevo chiesto al vostro Municipio di tentare un progetto anche di quartiere in tal senso. Immaginavo questo: convertire lo spazio attualmente vuoto in via Iannicelli in una biblioteca scolastica che potesse però essere anche a servizio del quartiere. In tal modo, avremmo avuto spazio di aule all’interno della sede Iannicelli e contemporaneamente una biblioteca intesa in termini moderni, con ambienti adeguati a una didattica innovativa. Tale biblioteca avrebbe potuto essere usata anche dal quartiere, in orario extrascolastico, e diventare un presidio di cultura sul territorio. Questa era un’idea che mi appassionava”.

Cosa dobbiamo aspettarci per i nostri ragazzi dal prossimo anno scolastico?

Mi auguro sempre il meglio per loro e per tutti noi. Cercheremo di capire come fare per rispettare i protocolli di sicurezza ma, come ho già scritto, serve un supporto concreto da parte dell’Ente proprietario. Alcuni aspetti legati alla sicurezza non possono essere garantiti allo stato attuale. Purtroppo, la scuola, come la sanità, è il settore su cui si è sempre investito di meno e ora ne paghiamo il conto. Ma non disperiamo. Talvolta, servono i momenti difficili per rimboccarsi le maniche tutti insieme e progettare e costruire tempi migliori. Questo lo dobbiamo ai nostri figli. Dobbiamo loro il futuro”.

Salvatore D’Amuri