Il carrello della spesa costa di più. Aumenti del 2,6%

I dati Istat sull’inflazione di maggio confermano in pieno le denunce del Codacons relative alle speculazioni sui prezzi dei beni alimentari e per la cura della persona, che hanno subito rincari ingiustificati durante il lockdown.

“Mentre il tasso medio di inflazione diventa negativo e scende al -0,1% sia su base annua che su base mensile, gli unici prodotti acquistabili nel periodo di chiusura degli esercizi commerciali hanno subito un forte incremento – spiega il Presidente Carlo Rienzi –. Non a caso il carrello della spesa è salito del +2,6%, con gli alimentari che registrano a maggio una crescita dei prezzi del +2,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo significa che una famiglia, solo per mangiare, spende in media +206 euro su base annua a causa dei rincari dei listini nel settore”.

“E la prova delle speculazioni è data dal crollo dei prezzi dei carburanti, che avrebbe dovuto portare ad una generalizzata riduzione dei listini nel comparto alimentare, i cui prodotti come noto viaggiano sui gomma – prosegue Rienzi –. Attendiamo ora l’intervento dell’Antitrust che, a seguito di esposto Codacons, ha aperto una indagine specifica sui prezzi dei prodotti alimentari, dopo i rincari speculativi denunciati dall’associazione”.