Vaccinarsi ai tempi del Coronavirus. “Il maggiore pericolo viene da fuori”. La testimonianza di un lettore

Qual è la situazione nei presidi sanitari locali? Come si stanno svolgendo i servizi di base nel periodo del Coronavirus?

A queste domande e ad altre risponde la testimonianza diretta di Alessandro, un genitore che stamattina ha portato suo figlio, un neonato di pochi mesi, a fare la prima vaccinazione. Il vero pericolo, forse, come lui stesso dice, viene dall’esterno…

“Mi aspettavo code chilometriche e disordine e invece… Sono rimasto piacevolmente colpito dalla situazione nei presidi sanitari”.

Come mai? Ci spieghi?

“Tutto ben organizzato, il personale sanitario accoglie le persone all’ingresso, fa aspettare tutti fuori facendo entrare uno alla volta gli utenti e, devo dire, senza nessun isterismo; non c’è, per intenderci, quel nervosismo che si riscontra al supermercato, quando si va a fare la spesa”

Lei come è stato accolto?

“Benissimo. Mia moglie e mio figlio sono entrati – io ho dovuto attendere fuori perché era possibile ci fosse solo un accompagnatore – e tra compilazione della modulistica e vaccinazione sono trascorsi 20 minuti non di più”

Cosa non le è piaciuto?

“Il comportamento di alcuni, pochi, che si recavano al presidio sanitario per effettuare delle analisi e lo facevano in scarsa sicurezza, visto il momento che stiamo vivendo…”

Ovvero? Cosa è accaduto?

“Due persone sono arrivate a ridosso della porta di ingresso senza mascherina né guanti. C’erano persone che, addirittura, portavano la mascherina sul mento anziché sul volto… Ma a cosa serve? I presidi sono sicuri, insomma, è evidente che le minacce vengano dall’esterno, da persone che ancora non rispettano le normali condizioni di sicurezza”.