VIVA L’ITALIA / Imprese e lavoro, preoccupiamoci oggi di domani. Programmiamo la ripresa

Che il Coronavirus abbia influito negativamente sulle economie mondiali è evidente. E’ altrettanto evidente che la chiusura forzata delle attività commerciali, di pari passo con l’obbligo di stare a casa, abbiano determinato un processo involutivo dei consumi.

In questo quadro, la politica dimostra di avere una scarsa lungimiranza. Si pensa all’immediato invece di preoccuparsi di seminare oggi per raccogliere domani.

I contributi alle imprese e ai lavoratori devono essere più concreti, siamo d’accordo. Ma il vero problema verrà domani, quando le aziende dovranno riprendere a lavorare e dovranno farlo con poche risorse e facendo fronte ad un mercato che è arido di consumi.

L’occupazione frena, i dati diffusi ieri da Unioncamere parlano di 420mila posti in meno a partire da giugno. La sfida, quella vera sarà far ripartire le economie di scala, le imprese, piccole, grandi e medie, le partite Iva, insomma, far riprendere ai consumi  il loro normale andamento.

Con l’estate alle porte, credo che i primi segnali di riapertura in questo senso potremmo averli a metà settembre, inizi di ottobre, con un decisivo miglioramento nei primi mesi del 2021, non prima; il tutto però a patto che si faccia un ulteriore sforzo.

Veniamo al pratico: fondi alle aziende e liquidità garantita fino a dicembre, cassa integrazione prolungata fino a settembre (incluso) ed una politica di inclusione al lavoro, fatta di assunzioni a “costo zero” per le imprese. Ma soprattutto la possibilità di avere un abbattimento sui costi di gestione delle aziende e sul costo del lavoro.

Queste le condizioni. Devono verificarsi, altrimenti l’Italia andrà in default e sarà dura guardarsi alle spalle per cercare di capire a chi addossare la colpa di qualcosa. Una strada diversa non c’è.

Il Governo italiano deve spendere oggi e domani, programmando mesi più dolci per le aziende, altrimenti non ne verremo fuori.

Viva l’Italia.

Marco Ottaviani