Imprese e lavoratori schiacciati dal Covid-19. Malcotti (UGL): “Situazione drammatica. Servono misure straordinarie ma… Ce la possiamo fare”

Il Paese si ferma davanti al coronavirus. L’emergenza sanitaria sta piegando l’Italia, non solo da un punto di vista sanitario. Alle problematiche che emergono continuamente, ai bollettini medici che giornalmente ci informano su contagi, decessi e quanto altro, alla stregua di autentici bollettini di guerra, si uniscono quelli economici. Ecco allora che evitare contatti, una prerogativa importante per garantire la propria salute, diventa una minaccia al proseguo dell’attività di imprese e lavoratori. E l’emergenza sanitaria diventa ancora più spaventosa. Delle ripercussioni di questa situazione sull’economia italiana parliamo con Luca Malcotti, Vice Segretario Generale di UGL e Segretario nazionale di UGL Terziario.

Che pericoli corrono le imprese in questo momento?

“La situazione delle imprese è drammatica. La paralisi del turismo e dei pubblici esercizi si estende rapidamente al centro sud: chiudono i ristoranti e le mense mentre fioccano disdette per alberghi, villaggi e centri benessere fino a fine 2020. A questo si aggiunge il problema degli spostamenti che molti lavoratori sono costretti a fare con i mezzi pubblici, mettendo a rischio la loro e l’altrui incolumità. Le aziende manifatturiere sono invece alle prese con la gestione delle misure di prevenzione, con le difficoltà di approvvigionamento delle merci di provenienza cinese e non solo. Complessivamente il rischio lo corrono soprattutto tutte quelle aziende che attraversavano già un periodo di crisi e che l’emergenza Covid-19 rischia di stroncare definitivamente”

Se le imprese non lavorano che fine faranno gli occupati?

“Gli strumenti immediati sono lo smaltimento delle ferie, i congedi parentali e la cassa integrazione in deroga ma sono misure tampone che non potranno essere prorogate a lungo. Abbiamo un piccolo tesoretto nel FIS (Fondo di integrazione salariale) che tuttavia in questo contesto si esaurirà in pochissimo tempo. Occorrono misure straordinarie che consentano la non interruzione dei rapporti di lavoro: altrimenti quando passerà l’emergenza non saremo in grado di ripartire velocemente come sarà necessario. Si sta facendo uno sforzo importante per favorire lo smart working ma non tutte le attività si prestano”

Il problema delle imprese in un momento come questo è avere flusso. Al di là di ammortizzatori fiscali e provvedimenti sul credito di imposta, come si può evitare che le aziende chiudano o che vengano messe in ginocchio da questa emergenza?

“E’ indispensabile che vengano congelati gli oneri fiscali e previdenziali alle imprese in difficoltà. Non possiamo consentire che sia proprio lo Stato a strangolare le imprese in crisi. Servono risorse straordinarie”

Cosa si può fare per arginare questo momento “no” e cosa dovrebbe fare il Governo?  

“La priorità assoluta è fermare il contagio perché solo dopo si potrà far ripartire l’economia e la fiducia. Occorre quindi fermare tutte le attività non essenziali per rimettere sotto controllo la situazione. Questo ci condanna ad un periodo di paralisi economica per la quale il Governo deve reperire risorse straordinarie. E’ indispensabile che l’Europa ci consenta una flessibilità eccezionale per superare una situazione eccezionale. Avremo bisogno di poter aumentare la liquidità e subito dopo di predisporre un piano di opere pubbliche per creare uno shock positivo per il sistema economico. E’ una situazione molto complicata ma ce la possiamo fare. Anzi ne possiamo approfittare per affrontare alcuni cronici problemi del nostro Paese”.

M. O.