La militanza di destra non è violenta. Capasso (Magnitudo Italia): “Vogliamo essere il ponte tra istituzioni e cittadini”

Viviamo in un mondo di stereotipi. E questo vale anche per la politica… Troppo spesso i movimenti di destra, in special modo quelli giovanili, vengono etichettati come “sbagliati”, violenti, anticonformisti e con altre parole che continuano a dipingerli come qualcosa di errato, da evitare.

Questo nonostante, come hanno dimostrato molti fatti di cronaca, ad essere protagonisti di episodi “sbagliati” siano stati gruppi politici di tutt’altro colore.

In questa intervista, con l’aiuto di Francesco Giuseppe Capasso, Portavoce di Magnitudo Italia, vogliamo offrire una dimensione coerente, la fotografia di una militanza di destra che, seppur non sia in linea con l’attuale Governo o con le prerogative della Sinistra, manifesta con forza ma senza fare risse, senza spaccare vetrate, senza creare scompiglio all’ordine pubblico.

Cos’è Magnitudo Italia e quali sono i suoi obiettivi?
“Magnitudo Italia è un movimento di uomini e donne, ragazze e ragazzi che non si rispecchiano più nel mondo politico che fino ad oggi li ha rappresentati. Far parte di Magnitudo Italia significa combattere contro l’ingiustizia, amare il proprio Paese, alzare la voce per uscire dal coro. Ci proponiamo di essere quel ponte, oggi purtroppo assente, che collega istituzioni e cittadini, partendo dalle problematiche locali fino ad arrivare a trattare temi sempre più complessi, con l’obbiettivo, un giorno, di migliorare il Paese”

Come nasce il vostro desiderio di fare politica e da quali radici prende spunto?
“Nasce dalla necessità concreta di risollevare le sorti di un ambiente politico ormai giunto al capolinea e che non è più in grado di garantire a molti nostri concittadini una vita dignitosa. La nostra parola d’ordine è ‘innovazione’, sotto tutti i punti di vista, non amiamo paragoni con movimenti/partiti attuali o del passato; tuttavia, la base ideale del movimento è chiaramente da ricercare negli ambienti della destra, quella sociale e identitaria

Molti etichettano la militanza di destra come violenta, nonostante gli episodi di cronaca ci abbiano messo spesso davanti agli occhi situazioni di violenza che proprio con le correnti giovanili di destra non avevano nulla a che fare, anzi. Come vivete quest stereotipo della gente nei vostri confronti?
“Purtroppo chi milita a destra è stato sempre etichettato nel peggiore dei modi. Le cause sono da ricercare in un odio ideologico di una certa ‘intellighenzia’ la quale, ahimè, controlla media e mezzi di informazione ed inganna di fatto i pensieri delle persone. Anche noi, talvolta, abbiamo subito questa ingiusta discriminazione ma chi ha saputo conoscere noi e le nostre battaglie sa benissimo che operiamo sempre per il benessere di tutti. La violenza preferiamo lasciarla a chi politicamente non ha più nulla da offrire”

Quale barriera secondo te va abbattuta per far sì che la gente vi veda con un’ottica diversa, più costruttiva?
“Non possiamo aspettarci di abbattere tutte le barriere che sono state issate fra noi e molti nostri avversari politici o qualche giornalista intellettualmente pigro. L’unica soluzione è, appunto, ricercare il consenso e la benevolenza delle persone operando quotidianamente sul territorio, facendoci conoscere con i fatti per quello che realmente siamo e Magnitudo Italia lo fa in maniera costante da tempo

Cosa piace ai ragazzi di Magnitudo Italia della politica di oggi, della destra e del centrodestra di oggi?
“Chiaramente ci sono degli aspetti della destra istituzionale che vediamo di buon occhio, in particolar modo la difesa delle tradizioni e dell’identità del nostro Paese, contro una Sinistra che ormai sa solo distruggere”

Come portavoce di Magnitudo Italia, qual è il tuo messaggio ai giovani che vogliono fare politica?
“Il mio messaggio è di inseguire sempre le proprie idee ed i propri sogni e di non lasciarsi abbattere da chi malignamente insinua che sia tutto inutile o che il nostro Paese non cambierà mai. La politica è l’arte più nobile che ci sia e necessitiamo, a prescindere dalle bandiere politiche, di una futura classe dirigente integra, onesta e preparata”.

Marco Ottaviani