Stadio della Roma: la Convenzione urbanistica finisce alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti

La nuova Convenzione urbanistica sul progetto dello Stadio della Roma finisce al vaglio della Procura della Repubblica e della Corte dei Conti. Il Codacons ha infatti presentato una istanza denunciando da un lato la totale mancanza di trasparenza su tale atto, sollevata nei giorni scorsi anche dall’Anac, dall’altro alcuni profili di illegittimità che emergerebbero dalla nuova convenzione, se confermate le indiscrezioni apparse sulla stampa.

Il testo della Convenzione, in spregio alla normativa sulla trasparenza della P.a., non è stato reso pubblico, tanto che l’Autorità Nazionale AntiCorruzione si è vista costretta ad intervenire diffidando formalmente l’amministrazione a pubblicare nell’area “Amministrazione trasparente”, anche la “nuova Convenzione urbanistica in via di definizione”, che contiene tutte le clausole per la realizzazione dello Stadio, del centro commerciale e del Business Park – spiega il Codacons –. Tuttavia, ad oggi, sul portale web amministrazione trasparente del Comune di Roma, non risulta ancora nulla e non si comprendono le ragioni di tanta segretezza.
Da alcune indiscrezioni apparse sulla stampa si è però potuto ricavare marginalmente il contenuto della nuova convenzione, che presenterebbe profili di illegittimità. Si apprende infatti come l’aerea su cui dovrebbero insistere il nuovo Stadio ed il connesso centro commerciale, non solo è a rischio idrogeologico per quel che concerne il Fosso del Vallerano, ma adesso vi si è aggiunto anche il pericolo di esondazione del Fiume Tevere così come risulta dall’ultimo aggiornamento del Piano di Bacino del Tevere V pubblicato il 5 settembre 2019.

Dunque, sia per il Fosso del Vallerano sia per il fiume Tevere, non appare possibile edificare su quell’area ed il Comune di Roma avrebbe dovuto optare per un luogo alternativo come poteva essere il territorio del comune di Fiumicino come già auspicato tempo addietro dal Sindaco della cittadina medesima.

In secondo luogo si legge che nella Convenzione risulterebbero inserite le clausole per la futura cessione dei terreni dalla Eurnova di Luca Parnasi alla TdV Real Estate, società che stata creata appositamente dalla Roma per gestire la costruzione dello Stadio. Ebbene, in riferimento a ciò si rappresenta che, considerato il processo penale in atto, la Tdv Real Estate S.r.l. non deve avere nessun collegamento diretto o indiretto con la Eurnova e con qualsiasi soggetto ad essa legato o connesso e sottoposto a procedimento penale.

In terzo luogo, si legge, che nella Convenzione sarebbe ribadito in modo quasi solenne il divieto di trasformare gli uffici o i negozi in edilizia residenziale: ma una clausola di questo tipo di rinuncia a diritti futuri non ancora acquisiti è nulla per effetto dell’art. 1418 c.c.

Per tali motivi il Codacons ha chiesto a Procura e Corte dei Conti del Lazio di aprire un procedimento sulla nuova convenzione per lo Stadio della Roma, allo scopo di garantire trasparenza in favore dei cittadini e valutare la sussistenza di profili di illegittimità sul piano penale e contabile.

(fonte Codacons)