Caso Conte-Fiber. Foti: “Fratelli d’Italia pretendeva un atteggiamento più responsabile”

Dopo essere stata pubblicata da L’Espresso fa rumore la fattura per la consulenza di Giuseppe Conte – compenso netto di 15mila euro – a seguito di una perizia del Presidente del Consiglio a favore della Fiber 4.0 e alla tentata scalata del finanziere Mincione alla società Retelit.

“Avremmo preferito che il presidente del Consiglio Conte fosse venuto spontaneamente in Aula a riferire su questa grave vicenda che lo coinvolge. Sappiamo bene che ha lui reso un parere giuridico quando era avvocato ma riteniamo che il fatto stesso che dopo pochi giorni questo parere sia stato recepito integralmente anche sotto il profilo politico-amministrativo rappresenta un vulnus. Si doveva anticipare all’opinione pubblica questo parere per evitare che l’Italia venisse sbattuta in prima pagina su tutti i giornali internazionali. Di Maio ci ha detto che non c’è nulla di rilevante sotto il profilo amministrativo e sotto il profilo penale. Fratelli d’Italia pretendeva un atteggiamento più responsabile: non si può chiedere alla moglie di Cesare di essere al di sopra di ogni sospetto e non lo chiediamo alla moglie di Conte, ma chiediamo che Conte sia al di sopra di ogni illazione”.

Così il vicecapogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Tommaso Foti intervenendo al question time di FDI sulla vicenda Fiber che coinvolge il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.