Giada Giacomini, quando lo sport vive attraverso le foto

Chi ha detto che un attimo, per essere eterno, debba per forza essere vissuto? A volte, a rendere dei momenti indelebili, inossidabili al tempo, ci pensano le fotografie. Momenti colti o, se preferite, rubati; situazioni nelle quali non è il contesto a fare la differenza ma un gesto, un particolare, un’emozione. Come quelle che riesce a cogliere e trasmettere Giada Giacomini con la sua Canon. Immortala conclusioni a rete, esultanze, falli, goal, abbracci, attimi di tensione, pazzie sugli spalti; lo sport è il suo teatro, l’obiettivo è il suo modo di guardare il mondo.

Come ti sei avvicinata alla fotografia e cosa significa per te fare questo lavoro?

“Mi sono avvicinata alla fotografia tantissimi anni fa, grazie a papà; è stato lui a trasmettermi questa passione. Papà è più ritrattista, io sono invece orientata alla fotografia sportiva perché amante dello sport; amo maggiormente catturare situazioni dinamiche, le persone, i movimenti che fanno, mi piace cogliere l’attimo mentre viene calciato il pallone. Per me la fotografia è tutto. A parte la mia occupazione, è una grande passione che spero diventi il mio primo lavoro ed è un’attività che non mi pesa fare. Un lavoro che è un immenso piacere. Ogni volta che mi commissionano un servizio fotografico, sono contenta, non mi pesa”

Ti occupi principalmente di calcio e calcio a 5, insomma c’è sempre di mezzo il pallone. Perché e quale di questi due sport è il tuo preferito?

“Mi piace fare foto in molti sport però mi sono specializzata in questi due perché il mio migliore amico, Federico Di Eugenio (calcettista dell’Olimpus Roma, ndr) e mio cugino Matteo li praticano; ho iniziato fotografando loro. Li ho scelti un po’ per caso, un po’ per la passione che ho sempre avuto per il calcio. Non ho preferenze tra i due. Mi piacciono entrambi allo stesso modo”

Qual è stata la cosa più bella che ti hanno detto commentando una tua foto e quale la più brutta?

“Fammi pensare (ride, ndr)… Molti mi hanno fatto i complimenti per essere riuscita a catturare un particolare attimo, magari una esultanza in cui un ragazzo andava ad abbracciare la madre o un compagno, o in cui urlava la sua gioia. Tutte queste piccole emozioni che alla fine vengono racchiuse in una foto. Per la cosa più brutta… Non mi hanno mai criticata per una foto. Forse, magari, mi hanno fatto notare che avevo fatto due scatti simili”

Qual è la foto più bella che hai fatto, fino ad oggi ovviamente? A quale sport e a quale atleta?

“Le foto più belle che ho fatto non riguardano il calcio ma il football americano. L’ho visto molto più ‘emotivo’ rispetto al calcio e al calcio a 5. I giocatori in realtà si massacrano durante la partita però ho notato che fanno molto più squadra… Hanno un rito prima di iniziare a giocare, vivono dei momenti di gruppo importanti, c’è maggiore rispetto, anche alla fine di una partita. Forse le più belle le ho scattate durante il discorso fatto dal capitano dei Barbari Roma Nord ai suoi compagni prima di una partita. Ne ho fatte tante che mi piacciono anche nel calcio a 5, per esempio a Federico che durante le esultanze è bello ‘strong’ insomma, e al calcio a 11, ad esempio negli allenamenti prima dell’Europeo”.

Trovi Giada Giacomini online all’indirizzo www.giadagiacomini.it

Marco Ottaviani