Emergenza rifiuti. Ama punta il dito sui cittadini e nega i rimborsi

Per i cittadini oltre al danno, la beffa. Prima Ama definisce l’emergenza rifiuti come un qualcosa di “eventuale e occasionale” poi scarica la responsabilità della situazione disastrosa registrata nei mesi scorsi a Roma sugli stessi utenti. Il Codacons non ci sta e attacca…

L’associazione ha infatti presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro l’azienda, a seguito delle risposte fornite dalla stessa Ama a cui si chiedeva di rimborsare agli utenti l’80% della tariffa rifiuti, in considerazione dei disservizi sul fronte della raccolta della spazzatura registrati nei mesi scorsi a Roma.

Oltre 500 famiglie residenti nella capitale hanno inviato nei mesi scorsi all’Ama il modulo di diffida messo a disposizione dal Codacons con cui, ai sensi dell’art. 1 comma 656 legge 147/2013, si chiedeva il rimborso dell’80% della Tari, in relazione alla mancata raccolta dei rifiuti in città. Numerosi utenti stanno ricevendo in questi giorni la risposta dell’azienda che non solo rifiuta di riconoscere i rimborsi previsti dalla legge, ma addirittura scarica la colpa dell’emergenza spazzatura sugli stessi cittadini.

Questa la risposta fornita da Ama Spa: “AMA è costantemente impegnata a garantire il continuo e regolare svolgimento del servizio di raccolta rifiuti nella città di Roma. Eventuali ed occasionali criticità sono da ricollegare non alle attività svolte da AMA quanto, piuttosto a contingenti problematiche connesse all’intero ciclo di gestione dei rifiuti nonché, in alcuni casi, al non corretto conferimento dei rifiuti medesimi da parte dell’Utenza“.

Il Codacons ha inviato una nuova diffida all’azienda in cui si chiede di provvedere ad annullare le note inviate ai cittadini nel rispetto di quanto impone la legge e la regolamentazione di settore. Non solo. L’associazione si è rivolta alla Procura chiedendo di accertare se il diniego dell’Ama a riconoscere i rimborsi possa configurare fattispecie come il rifiuto di atti d’ufficio e l’appropriazione indebita.