Gioia Masia, testa e cuore al calcio: “Lo Scudetto con la Torres mi è rimasto dentro”

Classe ’77, difensore, ha indossato le maglie di Torres, Lazio, Roma, Napoli, Acese e Chieti, solo per citarne alcune, nonché quella della Nazionale Italiana, collezionando oltre sessanta presenze a cavallo tra il 1995 e il 2007. La vita di Gioia Masia è il calcio, uno sport con il quale ha un feeling speciale.

Ha vinto tanto sui campi e il rettangolo di gioco le ha regalato in cambio tante soddisfazioni e il suo compagno, Giampiero Serafini, con il quale oggi condivide un progetto di lavoro e di vita sempre nel calcio, alla guida del Formello CR Calcio.

Cosa si prova a “passare dall’altra parte”, da giocatrice a Presidente?

“Diciamo che ancora non ho realizzato questo passaggio, anche se già al centro sportivo mi chiamano ‘Pres” (presidente, ndr)…. Ma io preferisco ‘cap’ (capitano, ndr) mi fa sentire  più giovane (ride, ndr). Però, a parte gli scherzi, è un impegno importante; nella mia carriera da calciatrice ho avuto tanti presidenti, quindi so come voglio essere”

Stai giocando con la maglia del tuo club. Che campionato vi aspetta l’anno prossimo?

“E’ stato impossibile non cedere alla tentazione di poter giocare per i colori della mia Società; provo un forte senso di appartenenza a questa maglia ma, giuro, questo sarà davvero l’ultimo anno. Sinceramente, non so che campionato aspettarmi perché sarà a 18 squadre, non so quale sarà il livello, noi abbiamo già fatto due acquisti. Il nostro obiettivo è quello di migliorarci poi si vedrà, strada facendo”

Cosa provi a condividere la guida del  club con il tuo compagno, che è anche il tuo mister?

“Beh con Giampiero condividiamo tutto da sempre; quello di gestire un centro sportivo è sempre stato un nostro sogno e finalmente l’abbiamo realizzato”

Nella tua carriera sportiva hai vinto praticamente tutto, o quasi. Qual è la più bella soddisfazione che ti sei tolta, calcisticamente parlando?

“A livello di club ho vinto tutto tranne la Champions, la più bella soddisfazione… Non è facile poter scegliere perché ho sempre vissuto ogni vittoria come se fosse la prima volta. Però, se proprio devo, opto per la vittoria del primo Scudetto (con la Torres, ndr) perché, ai tempi, oltre ad essere stata la più piccola ad averlo vinto – avevo 17 anni – lo feci indossando la maglia della mia città; quei colori, nonostante ne abbia indossati ed onorati altri, restano per me i più importanti. E sono contenta di chiudere definitivamente con quelli del Formello: è come se chiudessi un cerchio, un cerchio pieno d’amore per il calcio!”