Il tatuaggio diventa arte ed eleganza con Marco Manzo e Francesca Boni: “Il corpo esprime qualcosa che viene dall’arte e dall’anima”

Oggi il corpo parla attraverso il tatuaggio. Elemento di bellezza oppure simbolo per eccellenza di momenti importanti, non è più visto come un qualcosa di compromettente, capace di definire il basso livello di una persona. Espressione di arte, giubilo, essenza di un corpo in continuo cambiamento, il tattoo è diventato la sintesi pura dell’io, un qualcosa che rende unici e valorizza.

Tra gli artefici di questo cambiamento, Marco Manzo e Francesca Boni del Tribal Tattoo Studio che con l’ornamentale hanno infranto ogni barriera, elevando il tattoo ad armonia artistica ed il corpo a messaggero di eleganza.

Marco, raccontaci come è iniziato tutto…

“Ho iniziato 27 anni fa con questo studio, nel ’98 il Ministero della Salute emanò le direttive per le procedure di tatuaggi e pearcing in sicurezza e da quel momento divenne un’attività riconosciuta. Sono docente di corsi professionali italiani e, dopo, nei corsi sperimentali europei. Sono esperto nel tribale e nel 3D ma lavoro su tutti gli stili”

Come è nata l’idea dell’ornamentale?

“Lo stile ornamentale ridisegna il corpo femminile, slanciando le forme, nascondendo eventuali difetti e mettendo in evidenza i punti di forza. Partiamo dal corpo per studiare un disegno, lavorando con le forme e cercando di rendere più elegante e raffinato il tatuaggio, in armonia con il corpo che, così, diventa una scultura in movimento. Siamo stati i precursori di questo stile, siamo stati i primi a portare il pizzo nel tatuaggio. Dalla conoscenza del passato, da uno studio di alcuni elementi storici, nasce così una nuova riconoscibilità che è la nostra. Francesca disegna e io, poi, trasferisco sul corpo il lavoro nell’ornamentale che è una fusion artistica del contributo di entrambi”

Cosa diventa un corpo con un tatuaggio ornamentale?

“Diventa un mezzo di comunicazione, la nostra ma anche quella del cliente. C’è un’unione molto forte. Il corpo diventa linguaggio, esprime qualcosa che viene dall’arte e dall’anima”

Francesca, come è cambiata nel tempo la figura della donna in relazione al tatuaggio?

“Ora una donna può vestire un tatuaggio sotto un abito elegante, prima non poteva, veniva ghettizzata. Il tatuaggio ornamentale è la voglia di riscatto della donna che, fino ai primi anni del 2000, se tatuata, veniva ‘etichettata’ come proveniente da aree geografiche di Roma di bassa cultura, legate ad una società trasgressiva o povera, oppure, più semplicemente, ritenuta indegna, una persona dedite ai piaceri della vita e agli eccessi. Volevo trovare un modo per riempire la donna di segni senza che sembrasse volgare, in modo tale che potesse stupire ma senza sdegno. La donna, grazie a questo tatuaggio, non è più additata come volgare e si riappropria della sua sicurezza”

Avete vinto 75 premi internazionali tra convention dei tatuaggi ed arte. Quali sono state le maggiori soddisfazioni, in questo senso, e quali novità ci attendono?

“Nel 2015 partecipammo ad Altamoda Roma al Maxxi, portando il tatuaggio come esponente dell’arte contemporanea e della moda. Prima il tatuaggio non entrava negli ambienti dell’eleganza e della raffinatezza, ora ne diventa il simbolo, si apre ad ambienti che prima lo disdegnavano. Al Tattoo forever che si svolse al Macro nel 2016, organizzammo una mostra con artisti del tatuaggio internazionale ma anche pittori, scultori ed esponenti della moda. Sono in mostra alla Biennale d’arte, dove ho portato venti sculture in marmo tatuate ed abbiamo fatto una performance nella quale donne da noi tatuate interagivano con il muro del silenzio; trattavamo il tema del femminicidio, la violenza contro le donne, portando il tatuaggio a favore di temi sociali. Per quanto riguarda le novità, ci hanno invitati al Senato della Repubblica per curare i nuovi linguaggi dell’arte contemporanea, un evento  che si svolgerà a settembre. Il tatuaggio e la street art sono tra le ultime forme d’arte riconosciuta, un tempo disdegnate. Ora i murales sono la pelle della città, prima, come il tatuaggio, potevano sembrare dei mezzi di imbrattamento”.

Tribal Tattoo Studio
Via Cassia 1134/A 00189 Roma
06 30311710
337 743304