LIBRI / “Mi chiamano sbandato”: all’Isola Tiberina la storia di Edmond

Non è facile raccontare chi è Edmond: Edmond è più di quanto sia mai stato negli anni della sua libertà, è un grido di lotte, sogni e speranze, che combatte ogni giorno, da dentro il carcere, per capovolgere le grate in arte. Le sue poesie e i suoi testi in prosa sono diventati prima il cuore del blog “Matricola1312” da cui è nato l’opuscolo autoprodotto “Ho innalzato sogni più alti de ste mura”, poi un reading in giro per l’Italia e infine un libro, “Mi chiamano sbandato”, che raccoglie racconti e poesie per abbattere il muro dello stigma sociale.

Un’antologia che trascina il lettore dentro a un mondo di sofferenza e dolore, ma soprattutto di rabbia e voglia di riscatto.

Nello scorrere del tempo fra sogni e paure, nell’oscillare della meditazione tra “gli abissi” e la libertà, Edmond conduce il lettore a una sincera comprensione della realtà carceraria. Nel “continuo rumore” del carcere, nella solitudine della cella, scaturisce il coraggio della dignità umana oltre qualsiasi sperimentazione della sopraffazione dell’uomo sull’uomo.

A dar voce alle parole di Edmond, sabato 6 luglio alle 21.30 all’Isola del Cinema di Roma, saranno Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nicholas Gallo e Marco Cocci, con l’accompagnamento musicale dello stesso Cocci.