Rifiuti: a Piazza Verdi disagi tra i cittadini e la Consob…

A piazza Verdi sono sempre più numerose le lamentele riguardo alla gestione dei rifiuti provenienti dagli uffici della Consob e dell’Antitrust , situati nell’imponente struttura che la storica piazza romana ospita da diversi anni.

Tante le segnalazioni arrivate alla redazione di RomaPolitica.it da parte di alcuni residenti stanchi, anzi stremati, nel vedere, soprattutto in questo periodo di caldo torrido, i cassonetti stracolmi. Le lamentele derivano, come testimonia Simone, residente di Via Claudio Monteverdi, da un problema di: “malagestione e comunicazione mancante” tra i due Uffici e il Comune, dove i primi scaricano nelle vie limitrofe l’ingente quantità di rifiuti che quotidianamente produce la struttura e i secondi si limitano saltuariamente a degli interventi “speciali”.

Molti cittadini testimoniano come, circa alle 19 di pomeriggio, ogni giorno degli incolpevoli addetti ai lavori della Consob trasferiscano i rifiuti nei cassonetti di Via Claudio Monteverdi e via Martini, ovvero i due accessi degli uffici.

La torrida estate romana non promette nulla di buono… Come spesso è successo, nei periodi caldi rallenta la raccolta da parte di Ama e proprio di questo sono terrorizzati i residenti, come Maria, 63 anni, che racconta: “Spesso vedo i cassonetti riempirsi da un momento all’altro, quasi per magia, e in quel momento capisco che è ‘colpa’ di Consob e Antitrust e, arrivati a sera, spesso siamo costretti a poggiare i rifiuti anche a diversi metri dai cassonetti, già stracolmi nel pomeriggio”. E’ assolutamente comprensibile che una struttura con più di mille lavoratori produca ogni giorno montagne di rifiuti ma risulta ben poco comprensibile la mancanza di pianificazione da parte del Comune e di Ama per una organizzazione e una raccolta “a parte” dei rifiuti prodotti nell’immensa struttura.

Intanto i cassonetti sono quotidianamente trasbordanti e, quando l’Ama “salta il giro”, la situazione di emergenza si ripresenta in un attimo, la puzza diventa insopportabile ed anche l’igiene dei residenti è a forte rischio. Basterebbe solo un minimo di organizzazione…

Luca Levanti