Trasporti: Atac in bilico. Tra indagini, autobus in fiamme e nuovi mezzi in arrivo, il futuro sembra ancora incerto

Il tribunale fallimentare di Roma, con decreto del 25 giugno scorso, ha approvato il piano di concordato industriale per Atac, salvando così, di fatto, l’azienda dal fallimento.

Ora però cosa accadrà, in concreto, per migliorare la qualità di vita dei cittadini e dei tanti turisti che soggiornano nella Capitale?

Ci aspetteremmo, finalmente, una normalizzazione del trasporto in città con l’arrivo di autobus nuovi, fiammanti. Non certo i 70 mezzi, presi a noleggio in Israele, una decisione davvero strampalata visto che, arrivati in Europa, alcuni sono stati mandati a Berlino per essere reimmatricolati, in quanto altrimenti avrebbero violato le direttive UE non essendo Euro 6, ma sarebbero serviti tempi biblici per la restituzione, con costi esorbitanti; d’altra parte ormai è un capitolo chiuso, perché Atac ha rescisso il contratto e il caso è già finito in Procura a Roma.

Non si sa se il fascicolo verrà passato allo stesso magistrato di piazzale Clodio, a cui è stata affidata, già da tempo, l’indagine che riguarda il problema dei cosiddetti “flambus”, cioè tutti quegli autobus che sono andati a fuoco e che, dall’inizio di quest’anno, sono ormai diventati 11; la municipalizzata, però, sul suo sito, alla voce “Atacnotizie”, precisa che, nello stesso periodo del 2018, i mezzi che si sono incendiati sono stati 25!

Adesso, invece, attendiamo, i 227 autobus della ditta turca Kursan, modello CityMood, con rampe e posti per le persone diversamente abili, la cabina di guida chiusa per mettere in sicurezza gli autisti e un sistema di videosorveglianza; però, 60 mezzi risultano ancora fermi in una rimessa di Bologna e non se ne comprendono le ragioni.

E intanto, tutti noi cittadini della Capitale aspettiamo risposte certe che non arrivano mai; promesse, annunci reboanti, decisamente tanti, fin troppi e poi il nulla.

La situazione non è certamente più brillante per quanto riguarda le metropolitane. Basti pensare che la stazione Repubblica è stata aperta il 26 giugno scorso dopo ben 246 giorni di chiusura ma su 6 scale mobili la manutenzione è stata fatta solo su 4; tra l’altro, quella che si è rotta lo scorso 23 ottobre non è stata riparata, è ancora lì transennata.

Invece per quella di Barberini previsioni non se ne possono fare, perché non è stata ancora dissequestrata dalla magistratura. Ma anche sulla manutenzione di tutte le linee della metro e su quelle delle rotaie dei tram, la storia sarebbe piuttosto lunga, si potrebbero scrivere pagine su pagine, quindi, forse, è meglio dedicare un capitolo a parte.

Comunque, visto che è già in programma uno sciopero nazionale dei mezzi di trasporto, fissato per il prossimo 24 luglio, è bene sapere che aderirà anche ATAC.

Giuliana Sanzani