TMB Ama Salario, bisogna scongiurare la riapertura. Angelilli (FdI): “Urge richiesta formale di Ama alla Regione Lazio”

Attenzione: la partita relativa all’impianto Ama di via Salaria è tutt’altro che chiusa. Qualora non dovesse pervenire la revoca dell’Autorizzazione integrale ambientale, il TMB potrebbe essere riaperto.

A lanciare l’allarme è Roberta Angelilli (FdI) che spiega: “Senza una richiesta formale di revoca dell’Aia (Autorizzazione integrale ambientale) da parte di Ama, si rischia una possibile futura riapertura degli impianti di via Salaria. Infatti, qualche giorno fa, Virginia Raggi aveva annunciato con una lettera la chiusura dell’impianto Ama di via Salaria ma a tutt’oggi non risulta nessuna richiesta da parte di Ama SpA rivolta agli uffici competenti della Regione Lazio in merito alla revoca delle autorizzazioni. Infatti, benché Roma Capitale, come socio unico, detenga il 100% del capitale sociale dell’azienda, soltanto l’Ama è titolata a chiedere la revoca dell’Aia. Quindi, per evitare di assistere ad una farsa amministrativa e allo scarica barile di responsabilità a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, chiediamo che Virginia Raggi solleciti con urgenza l’invio di un atto formale da parte di Ama alla Regione Lazio, conditio sine qua non per avere la certezza di ottenere la chiusura definitiva dell’impianto”.

Intanto il Consigliere del Municipio II, Holljwer Paolo, e Stefano Erbaggi (direttivo romano FdI) sono pronti: “Presenteremo un accesso agli atti per verificare che la procedura di revoca dell’Aia sia stata effettivamente avviata, secondo le adeguate modalità. Non si può più perdere altro tempo”.