CUORE GIALLOROSSO / Dopo l’addio di Totti e De Rossi manca la programmazione

“Roma nun fa’ la stupida stasera” cantava Lando Fiorini nel lontano ’63. E forse, a distanza di oltre 55 anni, qualche tifoso romanista, innervosito dalla gestione delle bandiere e del mercato, ha ripetuto nella sua testa quel motivetto più e più volte.

Il secondo addio di Totti al Salone d’Onore del Coni ha avuto un sapore diverso dal primo, la rabbia ha prevalso sui ricordi, soprattutto visti i dettagli raccontati dallo storico numero 10 giallorosso. Più che un addio si è trattato di una resa dei conti, uno sfogo contro una dirigenza spesso colpevole di essere assente, come è stato del resto durante la conferenza: già perché nessun rappresentante della Società era presente…

Totti ha voluto ricordare al suo popolo l’attaccamento alla maglia e a quella che è la sua famiglia, la sua vita, con un pragmatico quanto diretto: “Era meglio morire che vivere un giorno cosi”. Mano, mano che la conferenza andava avanti, l’ex capitano della Roma si “sbottonava” sempre di più e, incalzato dai quasi 200 giornalisti accreditati, svuotava, almeno su alcuni punti, il sacco parlando di una intenzione chiara da parte della società a “togliere i romani dalla Roma”. Impossibile non pensare al fresco addio di De Rossi e di tutto ciò che si è detto a riguardo.

La tifoseria si è schierata in gran parte al fianco della sua bandiera e, in parte incredula e ancora frastornata da un anno a tratti catastrofico, ha implementato il fuoco di protesta contro gli “americani”, rei di lasciar partire troppi giocatori di valore e di essere totalmente disorientata e senza una pianificazione decisa e prestabilita. Proprio questa mancanza di pianificazione risulta ad oggi la lacuna più evidente nella Società giallorossa e gli insormontabili problemi per la costruzione di un nuovo stadio allontanano, giorno dopo giorno, vecchi, nuovi e possibili investitori.

L’arrivo di Petrarchi e Fonseca potrà sicuramente far bene alla squadra a livello tecnico-gestionale; al cuore dei tifosi non si comanda e quelli del Ds e del tecnico sono due nomi che, almeno per il momento, non riescono ad attenuare il malumore.

I fan del club giallorosso sono demoralizzati. Vorrebbero tornare a vivere notti come quella del 10 Aprile 2018, una serata così vicina a noi ma anche così lontana, pensando a dove si trova la Roma a poco più di un anno di distanza da quel giorno. La notizia di De Rossi e il suo quasi sicuro proseguo in Serie A non fa altro che lanciare ulteriore benzina sul fuoco; il centrocampista classe ’83 ha ancora molto da dare a livello tecnico e, soprattutto, emotivo e avrebbe potuto essere utile alla squadra. La scelta di allontanarlo è dipesa da altre ragioni, forse ad oggi ancora sconosciute.

rubrica a cura di Luca Levanti