Roma a Cinque Stelle: il vento è cambiato o no?

Il programma elettorale pentastellato prometteva un “vento nuovo” per la Capitale, basato su undici punti. Ma ad oggi cosa è stato fatto?

Primo punto, la mobilità: “Roma a 5 stelle è Roma in movimento”, dicevano. Delle cinque corsie preferenziali promesse, sono state realizzate quelle a viale Libia e viale Eritrea, le altre non pervenute. La clip dei semafori intelligenti si è rivelata una sperimentazione, visto che poi il progetto è stato sospeso. Per le biciclette, oltre all’installazione di qualche rastrelliera nulla è stato fatto. Per il trasporto su ferro è stato fatto solo un intervento, a Porta Maggiore. I cinquanta nuovi tram promessi sono attualmente non pervenuti.

Secondo punto, rifiuti, “rifiuti, risorse e risparmio”. La produzione di rifiuti indifferenziati invece di diminuire come promesso è aumentata, la differenziata è diminuita ma in modo irrisorio, la raccolta porta a porta è stata implementata con una lentezza tale da renderla inutile.

Terzo punto, la trasparenza, “conti alla luce del sole”. La task force sugli appalti ad oggi rimane un’alchimia. Di fatto, tra ritardi per i bandi e situazioni di emergenza, non si riescono ad evitare affidamenti in urgenza senza gara e la maxigara triennale da 12 lotti per un valore di 78 milioni di euro per la manutenzione delle strade non è stata ancora assegnata.

Quarto punto, ambiente, “il verde ci dona”. Della bonifica di Malagrotta e dell’istituzione di una cabina di regia contro il dissesto idrogeologico non si hanno notizie. Gli alberi cadono malgrado il monitoraggio auspicato dall’Assessore all’Ambiente, in attesa che venga approvato il “regolamento per il verde”.

Quinto punto, la sicurezza, “siamo sicuri di volere una Capitale al riparo dalla microcriminalità, con un Corpo di Polizia Locale riorganizzato e sicurezza stradale incentivata”. Se da un lato il nuovo regolamento della Polizia Locale è stato approvato, la percentuale dei vigili impiegati in strada è circa del 45%, lontana dal 70% auspicato. I percorsi di inclusione previsti dal Comune hanno avuto esiti disastrosi.

Sesto punto, politiche sociali: “hanno finito di mangiare sulle fasce più deboli”. La situazione è quasi al collasso, i ritardi nei pagamenti e la gestione delle risorse stanno mettendo in seria difficoltà gli asili nido convenzionati e le agenzie per le tossicodipendenze che aspettano fondi stanziati dalla Regione nel 2015.

Settimo punto, la casa, ovvero il “diritto ad abitare un alloggio proporzionato al nucleo famigliare, a un affitto che non superi il 20% del reddito”. Delle prime 5.000 famiglie su 12.500 in lista per un alloggio popolare, 3.900 sono composte da nuclei di due o una persona, obbiettivo “alloggio proporzionato” non raggiunto.

Ottavo punto, la scuola: “asili e scuole per noi sono un investimento”. 5 milioni stanziati per la manutenzione degli edifici scolastici in tre anni, forse un po’ poco. Nel Municipio XV sono state chiusi tre istituti per l’infanzia causa danni strutturali e varie. Servivano maggiori fondi o controlli più efficaci?

Nono punto, arte-cultura-sport, perché “Roma è uno spettacolo”. Nomine senza bando e l’istituzione di una carta che consente l’ingresso a tutti i musei civici di Roma. Molto poco è stato fatto per gli impianti sportivi, assenti le “palestre a cielo aperto”.

Decimo punto, il turismo: “Una Capitale, 5 stelle, milioni di turisti soddisfatti”. L’aumento del turismo tra il 2 ed il 3% è dovuto all’immenso patrimonio culturale di Roma, ed è più basso rispetto al 4,5% registrato altre capitali europee.

Undicesimo punto, le periferie: “Una città senza periferie”. Nelle periferie romane, oltre ad una presenza fisica del Sindaco, difficile segnalare altre attività a Cinque Stelle.

Undici punti, undici risposte. A quanto pare, il tanto paventato “vento del cambiamento” si fa attendere.

Stefano Perre